The Normal Heart


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Diciamocelo chiaramente. Nel 2014 a nessuno va di parlare più di HIV/AIDS. Il furore di opinione pubblica degli anni ’80 e ’90 si è placato da un pezzo. Philadelphia è solo uno dei film con cui Tom Hanks ha vinto l’Oscar. Ricordo che da adolescente perfino i fumetti di Lupo Alberto avevano prodotto una edizione speciale per insegnare ai ragazzi a come proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili (clicca qui per scaricare l’opuscolo in pdf). Ora non se ne parla più.

Forse i promettenti risultati delle nuove terapie, che garantiscono una aspettativa di vita decisamente superiore a quella che si pronosticava ai contagiati dei primi anni ’80 ci fanno pensare che la malattia non si più un rischio. Eppure i nuovi contagiati sono circa 6.000 ogni giorno. Senza distinzioni di nazionalità, età e orientamento sessuale (anche se quando si tratta di donare il sangue le discriminazioni scientificamente infondate ci sono ancora).

Stupisce positivamente allora che la HBO decida di produrre e mandare in onda The Normal Heart per la regia di Ryan Murphy (creatore di Glee e American Horror Story e regista al cinema di Mangia, Prega, Ama). Ma evidentemente esistono ancora persone che vogliono parlare di questa malattia e dei devastanti primi anni di contagio. Di come abbia dilaniato la comunità gay, fatto emergere la più becera omofobia e, nelle parole del personaggio interpretato da Jim Parsons, abbia decimato un’intera generazione tra l’inerzia generale.



American Horror Story Coven, premiere di stagione


American-Horror-Story-CovenRiparte il fenomeno televisivo creato da Ryan Murphy. Dopo la stagione iniziale sulla casa maledetta di Los Angels, la seconda, American Horror Story Asylum sull’ospedale psichiatrico di Briarcliff, l’antologia televisiva dell’orrore si sposta a New Orleans, per la sua terza incarnazione: American Horror Story – Coven.

Questa volta protagoniste sono le streghe di New Orleans, vicine all’estinzione, minacciate dal pregiudizio come durante i processi di Salem.

Ritornano i volti noti e amatissimi delle passate stagioni.

Su tutte spicca ovviamente Jessica Lange, premio Oscar che ha incarnato (e continua a farlo) nella sua lunga carriera ogni archetipo femminile, dando vita ai suoi personaggi con una tale passione e umanità che anche nei loro momenti più biechi non si può fare a meno che simpatizzare con loro. Questa volta è una Supreme (non c’entra niente Diana Ross), la strega più potente in vita. Lange è anche la madre di Sarah Paulson (l’intensa Lana Winters di Briarcliff), in questa stagione nei panni di Cordelia Foxx, direttrice della Miss Robichaux’s Academy for Exceptional Young Ladies, ovvero una scuola per giovani streghe con disperato bisogno di insegnamenti.