Scienza e arte sono poi così diverse? Il caso televisivo di Cosmos – Odissea nello spazio


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National Geographic Italia (canale 403 di Sky) sta trasmettendo Cosmos: Odissea nello spazio, una serie di documentari presentati dall’astrofisico americano Neil DeGrasse Tyson. La serie è prodotta, tra gli altri, da Seth McFarlane (celebre creatore delle serie animate American Dad, i Griffin, The Cleveland Show e regista dell’irreverente film Ted), con musiche del pluripremiato compositore Alan Silvestri (forse ve lo ricorderete per la colonna sonora di Forrest Gump).

Ogni puntata (se non le avete ancora viste consiglio vivamente di recuperarle) si sviluppa attorno ad un tema scientifico (l’elettromagnetismo, l’estinzione, la scoperta della nocività del piombo, ecc) e piuttosto che fare una cronistoria che spieghi fedelmente passo dopo passo l’argomento di cui si sta parlando, la narrazione procede a balzi, tra flashback e flashforward, come un film, con un alternarsi di spettacolari animazioni in CGI e sequenze a cartoni animati per raccontare la storia professionale e personale di dei vari scienziati/personaggi chiave dell’episodio.