September 14, 2008

Un finanziamento per un nuovo corpo


Cartoline da Los AngelesQuesta è una cartolina che non ha fatto parte del libro, perchè uscita dopo la pubblicazione, ma che è stata comunque pubblicata nella rubrica Cartoline da Los Angeles su Appunti.

Los Angeles – Che Los Angeles sia una città superficiale lo pensano tutti. Lo pensano gli europei, lo pensano gli americani del Minnesota, ma soprattutto lo pensano gli abitanti di Los Angeles. Nell’unica città costruita sulla finzione e per la finzione, a volte ci si scontra con fenomeni ai confini della realtà. Un esempio fra tutti è l’L.A. Weekly, un settimanale gratuito che si trova in stand sparsi per la città. Se si vuole sapere quali sono gli eventi mondani più importanti, anteprime di film, firme di libri con l’autore, insomma se si vuole la mappa settimanale del glamour L.A. Weekly è il luogo dove cercarla. Naturalmente come tutti i giornali, anche questo settimanale contiene diverse pubblicità. E trattandosi di Los Angeles non possono che essere annunci di cliniche per la chirurgia estetica. Laser per eliminare la miopia, mastoplastiche additive, togli il grasso di qua e mettilo di là, tira un po’ la pelle in su o di lato, diminuisci la mandibola e aumenta gli zigomi. Il tutto per modiche cifre dell’ordine delle migliaia di dollari in su, disponibili anche con pagamenti rateali e finanziamenti. Insomma, non farti un finanziamento per comprarti la macchina o la casa, ma per regalarti un corpo nuovo, quello che ti ha dato tua mamma, in fondo, era solo di prova. Per crudele ironia, molto spesso di fianco a questi annunci ci sono anche quelli di cliniche che offrono farmaci a persone che soffrono di depressione. Sarà per crisi dovute al fatto di sentirsi inadeguati? Ma pur passeggiando per le strade di una città in cui tre quarti delle persone hanno denti bianchissimi, abbronzature perfette e corpi scolpiti, non mi ero mai soffermata a pensare quanto la chirurgia estetica fosse perversa fino a quando non ho cominciato a leggere un romanzo di Kathy Reichs, un’antropologa forense sulla cui vita è basata un nuovo serial tv chiamato “Bones”. La Reichs, oltre ad aver risolto omicidi in terra americana, ha girato paesi infestati dalla guerra civile, dove le vittime di regimi crudeli erano state gettate in un anonime fosse comuni. Il suo nobile lavoro consisteva nel ridare un’identità alle ossa dimenticate, a fare sì che quelle vittime fossero degnamente ricordate. Una persona con le sue abilità è in grado, esaminando uno scheletro, di determinare sesso, età, razza e abitudini alimentari della persona. E’ in grado di dire se aveva avuto incidenti, se aveva problemi a camminare, se aveva avuto un’alimentazione adeguata. Solo esaminando le caratteristiche del cranio può farsi un’immagine dei suoi lineamenti. Può dire chi era, che aspetto aveva e cosa faceva, può, insomma, darle un’identità. Purtroppo questo incredibile lavoro viene vanificato dalla chirurgia estetica. Quando i tessuti molli vengono plasmati, quando le ossa vengono smussate e segate per modificare i lineamenti, nemmeno un’antropologa capace come la Reichs potrebbe dire quale è l’aspetto di quella persona. E’ come se il bisturi avesse cancellato la versa essenza di quel corpo e di quel viso, come se quella persona non esistesse più. Così come la chirurgia plastica dà nuova speranza e vittime di ustioni e di menomazioni, la chirurgia estetica toglie alle persone la loro unicità, la loro identità. Ciò che le rendeva degli esseri umani.


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