May 29, 2014

Maya Angelou ha lasciato un grande vuoto nel mondo, sta a noi cercare di colmarlo. Ogni giorno


mayaangelou

Il 28 Maggio 2014 scompare Maya Angelou, autrice, poetessa, filantropa, attivista per i diritti civili, afroamericana, donna, essere umano. Maya Angelou ha lavorato con Martin Luther King, era amica di Malcom X, ha pronunciato il discorso inaugurale della prima presidenza Clinton, e ha ricevuto la Presidential Medal of Freedom dalle mani di Barack Obama.

La sua morte ha provocato uno tsunami emotivo nel mondo, perché al di là di 86 anni di vita pieni di viaggi, arte, battaglie per i diritti civili, poesie, libri e parole, Maya Angelou ha soprattutto toccato e cambiato la vita di migliaia di persone.

Non mi spenderò a ricapitolare la sua incredibile vita, basta un semplice colpo di clic per conoscere la straordinaria avventura di questa donna, preferisco ricordarla, per quello che è stata per me.

Mi sono sempre sentita fuori dal coro, non c’erano gruppi adolescenziali in cui potevo riconoscermi quando ero una ragazzina. Non c’entravo con nessuno e cercavo disperatamente di potermi sentire parte di qualcosa. All’epoca internet non era quello che è oggi, e per poter sapere cosa succedeva al di fuori dell’Italia, bisognava sperare di riuscire a ricevere il segnale televisivo di MTV oppure arrivare in una città più grande come Bologna o Padova per trovare riviste e giornali americani e inglesi.

Nella mia ricerca di modelli di riferimento, mi innamorai dell’hip hop e dell’R&B. Ero poi una fan della famiglia Jackson, seguivo qualsiasi cosa facessero Michael e Janet, e adoravo Tupac Shakur. Un giorno scopro che il regista John Singleton aveva girato un film con Janet Jackson e il suo grande amico Tupac Shakur: Poetic Justice. Danno la vita a mia madre, fino a quando non riusciamo a trovare qualcuno che me lo registri su videocassetta da Telepiù (mi sembra di parlare della preistoria, ma sono gli anni ’90, intendiamoci!). Finalmente riesco a vedere questo piccolo film, che parla di amore, razzismo, e darsi una seconda occasione. Il personaggio interpretato da Janet Jackson, Justice, fa la parrucchiera ma ha la passione per la poesia, e nel corso del film le sue parole in rima sono la voce narrante del suo personaggio. Resto folgorata. Dai titoli di coda scopro che l’autrice è Maya Angelou (che ha anche un piccolo cameo nel film), e mi si spalanca un mondo.

La ragazzina abusata che era rimasta senza voce era riuscita a ridarla a chi l’aveva persa per discriminazioni e ingiustizie. La sua poesia, Phenomenal Woman, è ancora oggi per me il componimento più potente che abbia mai letto, e ogni volta che ripercorro le sue parole, ne scopro nuove sfumature e significati. Da Maya Angelou ho capito cosa significassero il femminismo e la lotta per i diritti civili, che non nascono dall’odio o dal desiderio di vendetta, ma nello slancio verso l’uguaglianza e l’amore per tutti gli esseri umani. Da Maya Angelou ho imparato che la bellezza passa attraverso l’amore per se stessi e per il proprio corpo, non dall’inseguire inutilmente quello degli altri. Da Maya Angelou ho imparato che per quanto possiamo essere abbattuti da quello che la vita ci ha riservato, la scelta di cosa fare del nostro presente e del nostro futuro è sempre nelle nostre mani.

Ora che se ne è andata e che si è creato questo enorme vuoto nel mondo, ci ha lasciato, però, l’onore di portare avanti il compito più difficile: continuare a costruire la strada che lei aveva tracciato, la nostra bussola il ricordo di come ci sentiamo ogni volta che leggiamo le sue parole.


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