April 3, 2014

Perché ho amato il finale di serie di How I Met Your Mother


HIMYME’ sempre difficile per gli autori televisivi scrivere il finale di una serie. Specialmente se la suddetta serie è in onda da 9 stagioni come How I Met Your Mother. Le aspettative sono altissime. Alcuni optano per lasciare il finale aperto (ve lo ricordate il bellissimo sorriso di Buffy?). Alcuni scrivono morti a sorpresa (I Soprano, Breaking Bad). E poi ci sono i lieto fine hollywoodiani come quello di Sex & The City.

E’ impossibile accontentare tutti, e spesso per farlo si segue la strada più facile, mentre questa volta gli autori hanno scelto quella della coerenza. La serie è finita esattamente come gli autori avevano pianificato che fosse nel lontano 2005 quando è andato in onda il pilot. Gli attori erano già a conoscenza del loro arco narrativo, e alcune scene dell’episodio finale sono state addirittura girate 6 anni fa. Cercherò di non rivelare nulla sulla conclusione televisiva dell’avventura di Ted Mosby e dei suoi quattro amici nella bella New York, anche perché, se non la avete ancora seguita, è veramente il caso di recuperare questa serie, possibilmente in lingua originale, e facendo finta che in italiano il titolo non sia stato tradotto con l’orripilante “E alla fine arriva mamma”.

Il popolo di internet si è diviso nettamente sul finale come forse non accadeva da tempo (vorrei azzardare dalla fine di Lost). Chi lo ha apprezzato, amato e si è emozionato, e chi invece lo ha detestato.

Questi ultimi, infatti, domandavano a gran voce un bel lieto fine, con arcobaleni, coppie perfette e amicizie eterne. In pratica, chiedono alla serie che hanno seguito per 9 lunghi anni di tradire se stessa e il suo messaggio. Intendiamoci, HIMYM non è sempre stata una serie di livello eccellente. Le prime stagioni lo sono certamente state, ma negli ultimi anni la scrittura ha accusato segni di stanchezza, e forse avrebbe giovato fermarsi ad un paio di stagioni fa. Ma lo sappiamo che i network televisivi non esistono principalmente per salvaguardare la qualità artistica, quanto per il profitto economico, e c’era dunque da aspettarsi che avrebbero spremuto tutto quello che potevano dalla loro gallina dalle uova d’oro.

Fatta questa premessa, HIMYM si è distinta fin dall’inizio per essere una sitcom non dedicata solo alla risate, ma ha sempre avuto un gusto agrodolce. A trovate divertenti, slogan che sono ormai entrati nella storia della tv e situazioni paradossali (non sapremo mai da dove veniva quel cavolo di ananas!), si sono sempre bilanciati filoni narrativi drammatici.

[ATTENZIONE AGLI SPOILER]

Come dimenticare la disperazione di Lily quando, avuto il primo figlio, si rende conto di non voler essere solo una madre di voler coltivare anche le sue aspirazioni professionali, ma non sa come farlo senza deludere Marshall. E il dolore di Robin quando scopre che non può avere figli naturali. O ancora, la drammatica e improvvisa morte dell’amatissimo padre di Marshall. Senza contare il cuore ripetutamente spezzato di Ted, sempre alla ricerca di una donna da amare e di costruire una famiglia.

[FINE DEGLI SPOILER]

Per quanto possa farlo una serie tv, HIMYM ha davvero raccontato i problemi, le ansie, le speranze le delusioni della mia generazione (quella nata tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80). E fin dall’inizio, il messaggio principale è sempre stato che non è la destinazione che conta, è il viaggio. Sono i piccoli momenti quotidiani, le persone che incontri, le esperienze che fai, i terribili fallimenti e le grandi gioie che fanno della nostra vita un’avventura meravigliosa. Ci hanno detto che non esiste l’anima gemella, che si possono amare più persone, in maniera diversa, ma non per questo sono storie migliori o peggiori. Le amicizie, anche le più forti, possono scemare, le persone con cui credevamo di passare la vita possono allontarsi, e nulla va come avevamo pianificato.

Mentre guardavo il finale, ho ripensato a dov’ero e cosa stavo facendo quando per la prima volta ho sentito parlare di questa serie. Ero lontana da casa, in un altro continente, ancora all’università. Non potevo prevedere nulla di quello che mi è successo nei 9 anni successivi. La mia vita ha preso strade impreviste, totalmente non pianificate, a volte davvero deludenti, e altre ricche di gioia e soddisfazioni. Se guardo il viaggio che ho fatto mi sembra di avere vissuto un’avventura straordinaria.

HIMYM ha dato spazio e luce ad un gruppo di interpreti che davvero merita il successo che ha avuto. Una Cobie Smulders in grado di passare con estrema facilità dall’assurdità del suo alter-ego teenager popstar canadese Robin Sparkles, ai panni austeri e combattivi del comandate Maria Hill dello S.H.I.E.L.D.

Alyson Hannigan, che se già non lo avevamo capito in Buffy The Vampire Slayer quando riusciva a dare spessore e umanità a Nerd Willow, Vampire Willow e Dark Willow, si è decisamente consacrata come dono degli dei tespiani al mondo della tv. Non ci sono molti altri attori che avrebbero potuto commuovere con un pancione prostestico in un costume in latex da balena.

Ed infine, Neil Patrick Harris, capace di scrollarsi di dosso il suo ruolo di successo adolescenziale in Doogie Houser e riaccendere una carriera folgorante di attore televisivo, fare coming out, diventare un nome da cartellone a Broadway, e non ultimo entrare nella leggenda con il suo prossimo ruolo sul palcoscenico nei succinti panni di Hedwig And The Angry Inch (e cosa non darei per poter volare a New York per vederlo).

How I Met Your Mother mi mancherà. It was legendary and a major pleasure.


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