March 27, 2014

The Hollows Series, Kim Harrison


EVER-AFTER-by-Kim-HarrisonEver After è il libro numero 11 della serie “The Hollows” dell’autrice Kim Harrison (nom de plume di Dawn Cook). La Harrison è secondo la mia umilissima opinione una delle migliori autrici di Urban Fantasy, ma non solo. Credo che la sua capacità di costruire e raccontare personaggi le dia di diritto un posto tra i migliori romanzieri contemporanei, a prescindere dal genere.

L’universo in cui vivoni i personaggi di The Hollows è una realtà alternativa contemporanea. Qualche decina di anni fa, alcuni sperimentatori un po’ troppo innovativi, per errore rilasciano sul pianeta un virus che decima la popolazione umana e si propaga soprattutto attraverso l’ingestione di pomodori. Gli unici a non essere colpiti dalla malattia sono gli esseri soprannaturali: streghe, licantropi, fate, pixy e vampiri, che decidono, quindi, di uscire allo scoperto dopo millenni di segretezza per cercare di aiutare gli umani a rischio di estinzione.

Dopo anni di ripresa, dunque, il mondo è un luogo completamente diverso: le varie creature soprannaturali e gli umani convivono in buona armonia, pur con evidenti differenze di tradizioni, comportamenti e necessità.

Rachel Mariana Morgan, all’inizio della serie, è una strega di Cincinnati che decide di lasciare il suo lavoro in una agenzia governativa per diventare un’investigatrice privata insieme al suo vecchio partner di ricognizione, il pixy Jenks, e l’amica e collega Ivy, vampiro in vita (in questo universo, infatti, il vampirismo è ereditato per nascita non per trasformazione). I tre partner si trasferiscono in una vecchia chiesa nel quartiere The Hollows, luogo di residenza preferito dai supernatural della città.

Nel corso della serie, seguiamo le avventure dei tre investigatori e dei loro amici, famigliari e soprattutto dei loro nemici. Con un ritmo serrato, misteri da risolvere, momenti esilaranti e sequenze drammatiche, diventa praticamente impossibile smettere di leggere questi romanzi.

L’evoluzione dei protagonisti, soprattutto la crescita dell’eroina Rachel, è affascinante e coinvolgente. E’ facile immedesimarsi nei loro sforzi di trovare la propria identità, affrontare l’idea di essere una famiglia anche se varia e sghemba. Particolarmente interessante per me, è la natura imperfetta, quasi da anti-eroe, dei protagonisti, messi spesso davanti a scelte difficili e potenziamente sconvolgenti: non seguono traiettorie prestabilite, non sono vittime di un destino, ma scelgono per se stessi il loro futuro. Buono e cattivo sono, dunque, concetti inutili nei romanzi della Harrison, capace di parlare di lutto, accetazione di se stessi, coraggio, amore e sacrificio in modo assolutamente originale e ricco di sarcasmo e ironia. E’ impossibile non ridere sonoramente o asciugarsi qualche lacrima nel mondo di The Hollows.

I romanzi, almeno i primi, sono tradotti anche in italiano. Francamente, la versione italiana è abbastanza triste, a partire dai titoli che in originale omaggiano i film western di Clint Eastwood, caratteristica completamente ignorata da chi ha curato la trasposizione linguistica. Ho anche qualche dubbio, che nel passaggio da una lingua all’altra, si sia riusciti a cogliere la ricchezza dello slang inventato dalla Harrison, che ha ideato una serie di espressioni e modi di dire adatti ad un mondo che ha vissuto un tale e sconvolgente cambiamento.

E in ogni caso, gli epiteti e le esclamazioni volgari di Jenks, che ama particolarmente offendere Campanellino, restano esilaranti e impagabili solo nella loro versione originale.

 


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