December 5, 2013

Dracula, episodi 1-5


DraculaDopo tutte le recenti rivisitazioni sui vampiri, la NBC tenta la carta della “tradizione” e porta in tv questa versione riveduta di Dracula e corretta del celebre non morto di Bram Stoker. Un compito non certo facile, se si pensa all’iconico film di Coppola, e alla difficoltà intrinseca di dare nuova vita ad un personaggio così conosciuto.

A dare il volto a principe della Valacchia è Jonathan Rhys Meyers, ormai a suo agio tra i costumi d’epoca. Troviamo Vlad nella Londra vittoriana, sotto la falsa identità dell’imprenditore americano Alexander Grayson. E già c’è il primo problema, perché così ci fanno perdere il sexyssimo accento british di Jonathan. Insieme al fedele Renfield, Vlad/Grayson vuole rovesciare l’industria del petrolio proponendo un’energia elettrica alternativa che si trasmette senza cavi (qualcuno ha detto Tesla?). Forse che Dracula era militante ecologista? No! I cattivi petrolieri sono membri dell’ordine di Draco che anni prima gli avevano ucciso l’amata moglie, e lo avevano reso un vampiro … per punirlo … mhm .. vabbeh.

Ovviamente ci sono tutti gli altri elementi abbastanza conosciuti al pubblico anche se con qualche piccola modifica: l’attrazione per la giovane Mina che è la doppelganger della moglie morta, fidanzata con Jonathan Harker. Un paio di aggiunte interessanti sono che, il buon vecchio Van Helsing è qui un alleato di Dracula, entrambi decisi a vendicarsi dell’ordine di Draco, e l’ordine stesso conosce l’esistenza dei vampiri e annovera tra i suoi membri dei cacciatori sanguinari e pronti a tutto pur di eliminare i succhiasangue da Londra.

Gli elementi buoni ci sarebbero tutti, ma la serie oscilla tra il classico drama (in molti in rete hanno notato la somiglianza con Revenge, perfino nel nome scelto per l’alias di Vlad) e lo Steampunk senza mai decidere una direzione e, purtroppo, prendendosi troppo sul serio.

Il fascino istrionico di Rhys Meyers poco può fare per una serie in cui si fatica a provare empatia per i personaggi, e in cui il pathos delle scene di lotta viene malamente trasmetto da inspiegabili slow motion.

I primi cinque episodi scorrono un po’ noiosi, sarebbe da sperare che la serie di riprenda un po’ negli episodi successivi, ma a meno di una scossa decisa nella sala degli autori, con tutta probabilità continuerà sulla stessa linea. Peccato!

Non sono e non miro ad essere un critico televisivo, ma ho talmente tante opinioni che devo in qualche modo condividerle.

Per recensioni di gente che la tv l’ha studiata, consiglio  ovviamente Serialmente.


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