October 14, 2013

American Horror Story Coven, premiere di stagione


American-Horror-Story-CovenRiparte il fenomeno televisivo creato da Ryan Murphy. Dopo la stagione iniziale sulla casa maledetta di Los Angels, la seconda, American Horror Story Asylum sull’ospedale psichiatrico di Briarcliff, l’antologia televisiva dell’orrore si sposta a New Orleans, per la sua terza incarnazione: American Horror Story – Coven.

Questa volta protagoniste sono le streghe di New Orleans, vicine all’estinzione, minacciate dal pregiudizio come durante i processi di Salem.

Ritornano i volti noti e amatissimi delle passate stagioni.

Su tutte spicca ovviamente Jessica Lange, premio Oscar che ha incarnato (e continua a farlo) nella sua lunga carriera ogni archetipo femminile, dando vita ai suoi personaggi con una tale passione e umanità che anche nei loro momenti più biechi non si può fare a meno che simpatizzare con loro. Questa volta è una Supreme (non c’entra niente Diana Ross), la strega più potente in vita. Lange è anche la madre di Sarah Paulson (l’intensa Lana Winters di Briarcliff), in questa stagione nei panni di Cordelia Foxx, direttrice della Miss Robichaux’s Academy for Exceptional Young Ladies, ovvero una scuola per giovani streghe con disperato bisogno di insegnamenti. Le ragazze stesse sono smarrite e per nulla consapevoli dei propri poteri, ma piuttosto portano il peso di passati difficili e famiglie che le hanno abbandonate. Su tutte si nota in questo primo episodio Jamie Brewer, che avevamo momentaneamente lasciato durante la seconda stagione.

Parallelamente, si sviluppa la storia di Madame Delphine LaLaurie (l’inossidabile Kathy Bates, graditissima new entry) che nel 1834 tortura orribilmente i suoi schiavi alla ricerca della ricetta dell’eterna giovinezza, che si scontra con Marie Laveau, leggendaria sacerdotessa voodoo, intepretata dalla straordinaria Angel Bassett, anche lei per la prima volta nell’allegra famiglia di AHS.

Le due storyline ben presto si uniscono in una sola per quella che promette di essere un’altra stagione di raccappriccio, orrore e colpi di scena, a cui si uniranno altri personaggi visti in questo primo episodio, interpretati dai “soliti noti” Denis O’Hare, Taissa Farmiga, Evan Peters, Frances Conroy e Lily Rabe.

Ogni stagione stagione è a sé stante, è quindi possibile vederle in qualsiasi ordine, anche se questa brillante idea di utilizzare una frazione degli stessi attori per raccontare personaggi diversi merita di essere vista nell’ordine in cui è stata creata, se non altro perché Murphy e Falchuck hanno via via offerto ai loro interpreti sfide recitative sempre più impegnative.

Il contenuto è decisamente spaventoso, gore, splatter, in primis per le scene che non risparmiano nessun particolare sanguinolento. D’altra parte la violenza più subdola e odiosa di cui si parla in AHS è di solito più psicologica che fisica. Quindi, gli spettatori riluttanti sono avvisati!

Come nelle altre stagioni AHS mescola abilmente realtà e fantasia. Nella prima stagione dava il suo punto di vista sull’efferato delitto della Black Dhalia. Nella seconda, rimandava alla triste viste di Soeur Sourire e chiamava in causa Anne Frank. Questa volta è il turno di Marie Laveau, prominente figura religiosa di New Orleans, e Madame LaLaurie, serial killer e torturatrice di schiavi. Come per ricordarci che, per quanto creativa possa essere una writer’s room, la depravazione di cui è capace un essere un umano non ha bisogno di essere romanzata. D’altra parte, AHS non dimentica mai di sottolineare come a contraltare di tanto orrore, gli esseri umani siano comunque capaci di atti di incredibile amore incondizionato.

Interessante il focus di quest’anno sulle streghe (AHS non è l’unico show, infatti, che ha per protagoniste versioni rivedute e aggiornate del classico femminile), che arriva in un momento storico in cui è tornata nel vivo la battaglia per i diritti delle donne, ancora oggi vittime di violenze e oppressioni, come se non fossero passati più di 300 anni dalle già citate persecuzioni di Salem.

Non sono e non miro ad essere un critico televisivo, ma ho talmente tante opinioni che devo in qualche modo condividerle.

Per recensioni di gente che la tv l’ha studiata, consiglio  ovviamente Serialmente.


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