September 2, 2013

Urban Fantasy? No, sono astemio


fiori azzurri

 

Ho detto che avrei dedicato parte dei miei post al mondo della letteratura Urban Fantasy e allo Steampunk (che sto cominciando a conoscere) e mi pareva che il modo migliore per cominciare fosse scrivere che cosa è per me questo genere e perché ne sono ormai totalmente dipendente.Stiamo su un blog, chiaramente siamo tutti collegati ad internet. La barra di google sta proprio lì sul browser, quindi, risparmiamoci tutti del tempo e se volete la definizione esatta di cosa significa Urban Fantasy potete anche fare un salto su Wikipedia. Quando mi sono avvicinata a questo genere non sapevo nemmeno come si chiamasse, so solo che ho preso in mano il primo libro della serie di Anita Blake di Laurell K. Hamilton, e non ho più smesso. Ho scoperto via via sempre più autrici e saghe e ho riempito prima la mia libreria e ora il mio kindle di Rose, Rachel, Merry October, Mercy …

Era il periodo in cui avevo cominciato a leggere romanzi di autori americani ed inglesi solo in lingua originale, e quella fu la mia fortuna perché, putroppo, si fa ancora molta fatica a trovare in Italia romanzi Urban Fantasy tradotti. O almeno si fa fatica a trovare le traduzioni di brave autrici come per esempio Kim Harrison o Richelle Mead, mentre le serie Urban Fantasy Young Adult ( i romanzi per adolescenti) più becere (nate dalle costole malformate di Twilight, per capirci) sono onnipresenti in qualsiasi libreria.

Sfortunatamente è abbastanza comprensibile perché questo avvenga. L’Urban Fantasy è un genere che in grande prevalenza appartiene ad autori donna, e il personaggio principale è generalmente una donna. In molti blog gestiti dalle stesse autrici di questo genere (i miei preferiti, per esempio, di Nicole Peeler e Allison Pang) ritorna spesso questo argomento: ovvero che l’Urban Fantasy non è considerato un genere letterario degno di rispetto proprio perché nella grande maggioranza dei casi si tratta di donne che raccontano storie di donne. Quindi, Urban Fantasy va bene per i ragazzini, ma non per gli adulti. Come sottilineato dal recente twitter feed della scrittrice Jaye Wells, sono spesso gli stessi uomini ad ammettere che si vergognerebbero a farsi vedere a leggere un libro scritto da una donna. A quanto pare, o c’è un pene di mezzo, oppure un libro non è “serio”. Che secondo me è l’apoteosi maligna del giudicare qualcuno/qualcosa solo in base al suo aspetto esteriore.

Amo storie soprannaturali. Amo personaggi complessi, interessanti e imperfetti. Amo l’ironia, curse words e imprese impossibili. Amo storie di underdogs, amicizie improbabili, relazioni combattute, finali non scontati.  Urban Fantasy per me è questo.

Il fatto che poi questo mi permetta di entrare in contatto con delle donne eccezionali che, tra mille difficoltà, sono riuscite a realizzare il loro sogno di pubblicare i loro romanzi, that’s a double rainbow all the way baby.