September 28, 2008

Ode alle scarpe


Cammini per la strada. La giornata fa abbastanza schifo e magari sei pure in ritardo. I capelli non ti stanno come vorresti, eppure hai la falcata di una guerriera, perché ai piedi hai le tue scarpe preferite.


In molti sottovalutano il potere che hanno le scarpe, non sanno che per alcune di noi sono la nostra arma vincente. E se il nostro armadio e sotto il nostro letto si riempie di scatole di scarpe multicolori è solo perché ogni giorno è una battaglia che va affrontata con un’arma diversa.


Se Tony Collette in “In her shoes”, comprava scarpe perché “le scarpe ti stanno sempre bene i vestiti no”, un po’ in fondo lo sai che il motivo per il quale cominci a salivare copiosamente mentre ti avvicini ad una vetrina di calzature è quello. Perché malgrado tutte le diete, l’esercizio fisico, gli abiti che ti metti studiati e mirati per farti avere la forma migliore, malgrado la moda cambi continuamente, tu hai sempre il fisico sbagliato secondo i dettami del tempo in cui vivi. E se non puoi competere in”ossutezza” con le sedicenni che vedi passare sui marciapiedi della tua città, puoi competere in stile e infinita conoscenza del magico mondo delle scarpe, raccolta leggendo Vogue ed Elle, e soprattutto affinata dopo sei stagioni di Sex & The City.


Con la tua scarpa preferita il tuo passo ha una marcia in più, superi con agilità le anoressiche adolescenti che, se hanno un minimo di gusto sanno che hai ai piedi un paio di scarpe di firma, che tu ovviamente hai pagato meno della metà del loro prezzo. La natura non sarà stata generosa in altezza, ma almeno ti ha permesso di possedere un piede numero 37, il che significa che puoi comprarti i modelli campione…e spendere meno.


Se non è destino questo, scritto nel cuoio e in un numero…

Anche tu come Carrie Bradshow, sei una ragazza che tenta in tutti i modi di domare i suoi ricci. Una ragazza che non avrà mai la pelle perfetta di quei membri del tuo stesso sesso che, però, per qualche motivo si alzano alla mattina come se avessero passato già tre ore sotto i ferri di truccatore e parrucchiere ( ma porc…!!!) e che si possono permettere di vestire di bianco e non macchiarsi mai, mentre tu dopo due minuti ti saresti già insudiciata anche in una stanza antisettica.


Ma chi se ne importa.

Dopo settimane di giornate storte e brutte notizie, sai che in città c’è il tuo porto franco, la tua ancora di salvezza. Giri l’angolo sotto i portici e intravedi le luci di Mastro P, e sai che il tuo rifugio non ti tradirà. Entri e vieni accolta dalla vista multicolore delle scarpe e degli stivali, dai contrasti del verniciato e della pelle, e li vedi davanti a te, quegli stivali neri di Cafè Noir, con quelle stringhe, di cui una viola. Li calzi e senti che ti sono sempre appartenuti, e assapori il momento, l’anticipazione del giorno in cui li metterai. Sai già che hanno lo stesso potere delle scarpette rosse di Dorothy.


Esci dal negozio e il tuo passo ha una spinta in più. E ripassi ad occhi aperti le tue scarpe preferite, i tuoi amori a prima vista, come quel paio argentato di Marc Jacobs che avrebbe fatto invidia a Cenerentola. E sogni, guardando al futuro a quando per qualche motivo farai abbastanza soldi che potrai entrare in quel negozio di fronte al Bò, e provarti un paio di Jimmy Choo e portarle a casa con te.


La prossima volta che una donna che vi appare ordinaria, vi supera a piedi con un’andatura degna di una valchiria, non arrovellatevi nel cercare spiegazioni del sorriso soddisfatto che ha sul viso.


Guardatele i piedi e capirete.


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