The Hollows Series, Kim Harrison


EVER-AFTER-by-Kim-HarrisonEver After è il libro numero 11 della serie “The Hollows” dell’autrice Kim Harrison (nom de plume di Dawn Cook). La Harrison è secondo la mia umilissima opinione una delle migliori autrici di Urban Fantasy, ma non solo. Credo che la sua capacità di costruire e raccontare personaggi le dia di diritto un posto tra i migliori romanzieri contemporanei, a prescindere dal genere.

L’universo in cui vivoni i personaggi di The Hollows è una realtà alternativa contemporanea. Qualche decina di anni fa, alcuni sperimentatori un po’ troppo innovativi, per errore rilasciano sul pianeta un virus che decima la popolazione umana e si propaga soprattutto attraverso l’ingestione di pomodori. Gli unici a non essere colpiti dalla malattia sono gli esseri soprannaturali: streghe, licantropi, fate, pixy e vampiri, che decidono, quindi, di uscire allo scoperto dopo millenni di segretezza per cercare di aiutare gli umani a rischio di estinzione.

Dopo anni di ripresa, dunque, il mondo è un luogo completamente diverso: le varie creature soprannaturali e gli umani convivono in buona armonia, pur con evidenti differenze di tradizioni, comportamenti e necessità.



The Iron Wyrm Affair [The Bannon & Clare Affairs], Lillith Saintcrow


IronWyrmAffairThe Iron Wyrm Affair è il primo libro della serie The Bannon & Clare Affairs, nonché anche il primo approccio al genere Steampunk da parte della prolifica autrice Lillith Saintcrow, già affermata best seller di Urban Fantasy.

Io e la Saintcrow siamo vecchie conoscenze, visto che sono un’appassionata lettrice delle sue serie su Dante Valentine, Jill Kismet e anche della serie Young Adult Strange Angels che firma con lo pseudonimo Lilly St.Crow. Una distinzione minima ma significtiva del nome dell’autrice, giustificata dal fatto che, sebbene i suoi romanzi per teenager non siano esattamente all’acqua di rosa, la sua fiction dedicata al pubblico adulto è decisamente ricca di violenza, sangue, gore e di protagonisti assolutamente imperfetti e ai margini della società, ma pronti a farsi letteralmente massacrare per difendere i più deboli.

Leggendo Lillith Saintcrow lo sporco, la sofferenza, il sudore e i sacrifici dei suoi personaggi sono così vividi, che generalmente evito di entrare in questo mondo nei periodi in cui sono particolarmente stanca o magari ammalata, per evitare di immedesimarmi nella loro stanchezza e disperazione.



Love Is Poison – Snow White [Volumes 1-3: Mother, The Mirror, The Huntsman], Katherine Pine


snowwhite13Katherine Pine (e non è la madre dell’attore Chris “Capitano Kirk” Pine) è la giovanissima autrice di questa trilogia dedicata ad una versione alternativa della classica favola di Biancaneve.

I tranquilli abitanti della Foresta Nera vengono improvvisamente e inspiegabilmente investiti da una nebbia velenosa, che ne cambia definitivamente il paesaggio ed è mortale per chiunque la respiri. Tutti i bambini nati in quei giorni sono morti. Tutti tranne una: la figlia della regina, destinata a regnare per diritto di nascita sulle terre. Solo la tenacia della regina è riuscita a salvare da morte certa quella bimba con i capelli neri corvini, la pelle bianca latte e le labbra rosso sangue.

Labbra che condannano la piccola Snow White ad una vita senza mai baciare nessuno: contengono infatti il veleno di quella nube mortale. Anche un innocente bacio porta ad una morte certa e orribile.

Ed è con un bacio innocente e incosapevole che Snow uccide la madre e viene condannata ad un’adolescenza rinchiusa nella torre del castello, lontana da tutto e da tutti. L’arrivo dello zio sembra scrivere la sentenza di morte per la sfortunata Snow, ma la compassione della cugina Rose, la libera dalla prigionia, anche se viene costretta ad indossare sempre una maschera per nascondere le sue labbra velenose.



The 100 – pilot


the100La CW sforna un altro nuovo prodotto destinato ai teenager, ma con un occhio anche per il pubblico più adulto. A differenza di alcune orrende schifezze lanciate quest’anno come The Tomorrow People e Star-Crossed, da quello che si può vedere dall’episodio pilota, The 100 sembra decorosamente scritto, con due o tre storyline importanti, e soprattutto un buon casting di attori ovviamente belli-belli come si addice alla CW, ma che fortunamente non sembrano usciti tutti dallo stesso stampino.

In un futuro non troppo lontano, la Terra è resa inabitabile dalle radiazioni. I pochi sopravvissuti fuggono su una stazione orbitante e vivono tra leggi marziali e il costante pericolo di annientamento. Alle coppie non è permesso avere più di figlio, la popolazione vive in un rigido sistema di caste, qualsiasi crimine compiuto da un maggiorenne viene punito con la morte, mentre gli adolescenti vengono rinchiusi in una prigione di massima sicurezza. La giovane Clarke è una di questi giovani carcerati, colpevole solo di aver voluto rivelare (assieme al padre, già mandato a morte) un fatale problema nella progettazione della stazione orbitante: le risorse nello spazio stanno per finire, la soluzione sembra quella di “eliminare” la popolazione in eccesso.

L’unica speranza è che la Terra sia tornata abitabile, così lo spregiudicato Consigliere Kane (interpreato da Henry Ian Cusik amatissimo dal pubblico televisivo) decide di mandare Clarke e altri 99 giovani detenuti sulla Terra (i 100 del titolo, per l’appunto). Se sopravvivono, c’è speranza anche per gli altri abitanti della stazione orbitante di trovare di nuovo rifugio sulla terra, se muoiono non sono considerati una perdita perché sarebbero comunque stati eliminati per estendere la sopravvivenza degli altri.