Reign, pilot


ReignLa CW, canale prevalentemente dedicato ad un pubblico giovanil-adolescenziale, in questa stagione televisiva si è buttato sui maggiori trend del momento: fantasy, super eroi e l’immancabile drama in costume. Così ha lanciato Reign,  serie che segue le avventure di Maria Stuarda, 15enne alla corte francese. Onestamente, tra tutti i personaggi storici tra cui si poteva scegliere, sono andati a pescare una figura sicuramente emblematica dei regni europei dei quel tempo (seconda metà del 1500), ma francamente terribilmente sfortunata, visto che fu mandata in giro per l’Europa come un pacchetto, sposata a chi faceva più comodo in quel momento e finì imprigionata per quasi  20 anni dalla cugina Elisabetta I.

E’ chiaro che gli autori della serie puntano a lavorare molto di fantasia per dare un benché minimo plot alla serie, visto che la vera storia di Mary è alquanto deprimente. Ciò che salta subito all’occhio è che la scelta è stata quella di girare un drama più o meno storico, ma proponendolo in chiave moderna. Musica, abiti e acconciature si addicono, infatti, più a Gossip Girl che a dame di corte del 1500. E se la chiave di (ri)lettura moderna aveva funzionato in Marie Antoniette di Sophia Coppola, qui siamo lontani anni luce dalla celebre regista.



Black Howl, Christina Henry


BlackHowlBlack Howl è il libro numero 3 della serie Urban Fantasy di Christina Henry dedicata a Madeline Black.

Non è una delle più entusiasmanti serie Urban Fantasy attualmente in circolazione, ma le avventure di Maddie offrono comunque ore di lettura godibile senza troppe pretese.

Interessante è soprattutto la mitologia scelta: in un mondo in cui gli ignari umani vanno avanti indisturbati nelle loro vite, elfi, licantropi, vampiri, angeli caduti e demoni vivono in precario equilibrio e sempre pronti alla guerra.

Maddie, che ha ereditato dalla madre il compito di offrire alle anime la scelta tra restare sulla terra come fantasmi o andare verso la porta dell’aldilà, divide le sue giornate tra il food blogging, la burocrazia degli Agents of Death, e sfamare Beezle, il suo insaziabile gargoyle.



American Horror Story Coven, premiere di stagione


American-Horror-Story-CovenRiparte il fenomeno televisivo creato da Ryan Murphy. Dopo la stagione iniziale sulla casa maledetta di Los Angels, la seconda, American Horror Story Asylum sull’ospedale psichiatrico di Briarcliff, l’antologia televisiva dell’orrore si sposta a New Orleans, per la sua terza incarnazione: American Horror Story – Coven.

Questa volta protagoniste sono le streghe di New Orleans, vicine all’estinzione, minacciate dal pregiudizio come durante i processi di Salem.

Ritornano i volti noti e amatissimi delle passate stagioni.

Su tutte spicca ovviamente Jessica Lange, premio Oscar che ha incarnato (e continua a farlo) nella sua lunga carriera ogni archetipo femminile, dando vita ai suoi personaggi con una tale passione e umanità che anche nei loro momenti più biechi non si può fare a meno che simpatizzare con loro. Questa volta è una Supreme (non c’entra niente Diana Ross), la strega più potente in vita. Lange è anche la madre di Sarah Paulson (l’intensa Lana Winters di Briarcliff), in questa stagione nei panni di Cordelia Foxx, direttrice della Miss Robichaux’s Academy for Exceptional Young Ladies, ovvero una scuola per giovani streghe con disperato bisogno di insegnamenti.



Alice in Zombieland (The White Rabbit Chronicles), Gena Showalter


AliceInZombielandAlice in Zombieland è il primo romanzo che mi capita tra la mani di Gena Showalter, prolifica autrice di Dantasy e Urban Fantasy per Young Adult, e con un titolo del genere non potevo di certo farmelo scappare.

Onestamente, temevo di trovarmi tra le mani un romanzetto all’acqua di rose, costruito sul franchise di Alice in Wonderland, e con poca personalità. Invece, dopo poche pagine ho dovuto subito ricredermi. La combinazione tra la classica Alice e gli zombie è di certo un ottimo modo per promuovere commercialmente un romanzo, ma questo primo capitolo della serie White Rabbit Chronicles è talmente ben scritto, pieno di azione  e ricco di personaggi interessanti che non avrebbe avuto bisogno di questa spinta markettara. Alice Bell è un’adolescente come tutte le altre divisa fra la scuola e la sorellina di 8 anni che adora. Se non fosse che Alice e la sua famiglia non escono mai con il buio perché il padre è convinto che non appena cala il sole, il mondo si popoli di creature mostruose pronte a divorare chiunque si trovino davanti. Alice è convinta che il padre sia un pazzo alcolizzato, traumatizzato da eventi successi durante l’infanzia.

Ma una sera, accade l’impensabile: un tragico incedente d’auto spazza via la sua famiglia, e Alice comincia a pensare che forse le allucinazioni del padre non erano così lontane dalla realtà.



Supernatural, premiere stagione 9


supernaturalEd è arrivato il momento della season premiere di Supernatural, longeva serie della CW arrivata alla sua nona stagione.

Dopo le eccellenti stagioni iniziali, le avventure dei fratelli Winchester hanno subito un calo di qualità di scrittura, soprattutto quando alla guida della sala dei writer si è avvicendata Sera Gamble al creatore Eric Kripke, andato a prendere il timone di quella chiavica di Revolution.

Già con l’ottava stagione, però, la serie ha ricominciato a rientrare in carreggiata, cercando di tornare alle sue origini che l’hanno resa una serie amatissima, con un fandom attivo e coinvolto (basti vedere questa superwiki).

Nella nona stagione, oltre ovviamente a Jared Padalecki e Jensen Ackles dovremmo essere regolarmente deliziati dalla presenza di Misha Collins con Castiel in una delle sue tante evoluzioni, e di Mark Sheppard nel panni del King of Hell Crowley.

Onestamente, il primo episodio della nuova stagione, ha già i suoi bei difettucci, anche se è stato piacevole rivedere Jim Beaver/Bobby Singer, nonché la breve apparizione di Tahmoh Penikett, che i Whedoniani ricorderanno come Paul di Dollhouse.

In ogni caso, gli elementi per riportare Supernatural alla sua genuinità originale sono tanti, ma comunque, non mi vergogno di dire che potrei seguire questa serie anche se i Winchester decidessero di appendere i machete al chiodo e dedicarsi alla pasticceria.