November 4th, 2008
Tu non hai paura?
Sono in piedi sotto la pioggia di luglio, ma stranamente l’acqua non mi bagna. Stavo camminando lungo la strada, percorrendo i pochi metri che separano la casa della mia migliore amica dalla mia, ma non ricordavo di essere da questo lato.
Mi giro. E mi vedo. Stesa sull’asfalto, la gamba destra piegata ad un angolo innaturale, il sangue, misto a qualcosa di più solido, che si sta accumulando vicino alla mia testa. Segni scuri di frenata sull’asfalto, e poco più avanti, l’auto alla moda di quello che mi ha investita. La pioggia non dà fastidio ai miei occhi, e lo vedo mentre scende dall’auto e viene a controllare cosa mi ha fatto. Lo vedo e lo riconosco. È un mio compagno di classe, colui che ha reso la mia vita alle superiori impossibile, che mi ha derisa, umiliata, abusata dal primo giorno in cui ho messo piede nella scuola. È stato il primo a prendere la patente, il primo a farsi regalare un bella auto sportiva dai suoi genitori, perché tirare di coca e fare il bullo sono evidentemente delle qualità da premiare per i due che hanno messo al mondo questo mostro.
Mi ha reso la vita impossibile, ed ora mi ha uccisa. …
