Halloween: tra Tim Burton e la tradizione


Articolo pubblicato sul quotidiano “La Voce di Rovigo” del 31/10/2008


Una festa che onora la vita celebrando la morte

Halloween è stato rappresentato in molti modi. Eppure l’unico ritratto che sembra calzare a pennello è quello di Jack Skeleton fatto da Tim Burton nel suo capolavoro in stop-and-motion “The Nitghmare before Christmas”. Nella mente visionaria del regista che più di tutti gli altri ha saputo rompere, pur in maniera garbata e tenera, uno dei più grandi tabù del civile mondo occidentale, ovvero la morte, il mondo di Halloween di Jack è popolato da mostri, streghe, demoni che vogliono solo spaventare e divertirsi facendolo, perché quella è la loro natura. Jack è lo spirito più fanciullesco di un giorno che è prima di tutto dedicato ai bambini che, per una volta l’anno, possono travestirsi da ciò che li spaventa di più e domandare dolci e caramelle agli adulti, che non possono rifiutarsi.



Cronache di un vampiro con l’anima – Epilogo: Il mio futuro


Lascia il gruppo di persone che avevano appena salvato il mondo dai piani terribili del Primo, e mi fermai a Los Angeles per un giorno per aspettare il mio volo, giusto il tempo per la mia rimpatriata con Angel e Spike. Poi, finalmente, il mio aereo per Maui.Per fortuna gli aerei che viaggiavano di notte mi avevano facilitato di molto la vita, risparmiandomi viaggi in nave. Grazie a Tuala, sarei rimasta sempre in contatto con Giles per aiutare Buffy e i suoi nella nuova battaglia che si stava preparando.



Cronache di un vampiro con l’anima – Parte 7: Lo sbarco in America


Dopo essere fuggita dalla Cina, passai diversi anni muovendomi per l’Europa, tornando anche a Londra ma trovando tutto cambiato ed estremamente violento. Poi la guerra arrivò in Europa. All’inizio pensai di restare ed aiutare, ma nessuno se ne faceva niente di una donna che di giorno non si trovava mai, e quindi cambiai ancora una volta scenario andandomene negli Stati Uniti. Passavo il tempo viaggiando per gli States: territorio ideale per me, con grandi spazi e la possibilità di sparire nel nulla molto facilmente. Tutto il ventesimo secolo trascorse, mentre io mi spostavo di città in città, aiutando come potevo le persone che erano vittime di creature soprannaturali, e non solo.



Cronache di un vampiro con l’anima – Parte 6: La mia prima cacciatrice … e il suo assassino


Ma cosa fai quando il tuo mondo sparisce? Ne cerchi uno nuovo? Il pianeta era la mia casa. Per alcuni anni rimasi in Africa, viaggiavo di notte e mi riposavo di giorno, imparai molte cose dalle persone che abitavano nei villaggi che toccavo. Poi, quando fui soddisfatta di quello che l’Africa mi aveva insegnato mi imbarcai per la Cina. In ogni luogo in cui fosse un banchiere inglese avevo soldi e una nuova identità assicurata. Il sistema che io e mio padre avevamo messo in piedi funzionava davvero bene. In Cina conobbi una specie di vampiri più terrificante della mia, che non bevevano solo il sangue delle persone, ma ogni parte di esse, pelle, occhi, organi. Davvero schifoso anche per chi come me aveva bevuto sangue di ratto. Fu lì che incontrai la mia prima cacciatrice.



Cronache di un vampiro con l’anima – Parte 5: Rotta per il resto del mondo


Il viaggio sulla nave non fu dei migliori. Anche se non ero più umana, soffrivo comunque per il rollio continuo, e  ogni alba speravo che la nostra nave avesse un capitano davvero bravo, che non ci facesse affondare proprio sotto il sole, altrimenti sarei stata polvere al vento in pochi secondi. A dire la verità ero molto utile a bordo. Passati i primi momenti di ribrezzo, quando la fame divenne davvero insopportabile, mi cibavo dei topi che infestavano la cambusa. Il cuoco di bordo non deve mai essere stato così contento, perché le provviste non veniva divorate come al solito. In India avevo pensato di diventare vegetariana, Drusilla mi aveva tolto questa opzione. Il viaggio fu lungo, tanto che persi la cognizione del tempo. Quando arrivammo dovetti aspettare il tramonto per nuotare fino alla riva.